Cosa dicono i numeri

Lo spazio d’arresto e il campo visivo

 

In caso di frenata di emergenza – ammesso e non concesso che l’autista riesca ad avere ottimi riflessi e l’aderenza sia ottimale – una macchina che viaggia a 30 km/h si ferma in 13,3 metri, mentre una che viaggia a 50 km/h impiega il doppio (27,7 m), il che significa aumentare enormemente le possibilità di collisione. Senza considerare che a 30 si ha una visuale decisamente più ampia della strada, il che permette di evitare molti pericoli con l’utenza debole.

Le conseguenze dell’impatto

 

In caso di incidente all’aumentare la velocità del veicolo aumenta anche il rischio di conseguenze gravissime o fatali per le persone coinvolte. Se infatti a 30km/h un pedone investito subisce un impatto similare a quello che soffrirebbe al cadere dal primo piano di un palazzo, a 50 km/h è come cadere dal terzo piano e a 70 km/h è come cadere dal sesto piano. Tradotto: un pedone colpito a 30 km/h ha il 90/95% di possibilità di sopravvivere all’urto, mentre se viene colpito a 50km/h ne ha solo il 50% (secondo uno studio australiano addirittura solo il 15%…)

Meno inquinamento e meno rumore

 

La città30 presenta dei vantaggi anche dal punto di vista dell’inquinamento, sia acustico che dell’aria. Il rumore percepito arriva ad abbassarsi anche della metà (!) in una città30, con un calo di rumorosità compreso fra i 2 e i 4 dB: significa notti più serene, più sicurezza percepita e meno stress per chi è in strada.

Interessanti anche i numeri legati alla riduzione di inquinanti nell’aria, che indicano la tendenza ad un calo anche in doppia cifra per CO2 e polveri sottili. I dati relativi ai vantaggi ambientali devono ancora essere consolidati (sono più frammentati e difficili da raccogliere), anche se quelli disponibili non lasciano dubbi anche su quest’effetto virtuoso della città30. Non male per una città come Napoli, dove gli sforamenti ai limiti dello smog sono all’ordine del giorno.

I tempi di percorrenza

 

La prima, automatica, reazione all’idea di abbassare il limite di velocità è quella di pensare che ci si impiegherà molto più tempo a spostarsi in città: NON E’ VERO. I dati dimostrano che i tempi di percorrenza non si allungano in maniera significativa e, anzi, a volte si accorciano addirittura.LEGGI QUI I motivi sono molteplici: in primo luogo, il concetto stesso di velocità di punta non ha nulla a che fare con la velocità media, che in una città50 raramente arriva a 20 km/h. Abbassare le velocità di punta non significa, quindi, inficiare la media in quanto nella città30 il traffico è più fluido e – grazie anche ai piccoli lavori di adeguamento delle strade e a una corretta temporizzazione semaforica – ci sono meno stop&go. Una città più vivibile, serena e sicura, inoltre, favorisce l’efficienza dei mezzi pubblici e invoglia i cittadini a spostarsi a piedi o in bicicletta. Più pedoni e più ciclisti significano anche meno automobili sulle strade. Nel complesso, lo ribadiamo, con la città30 non c’è perdita di tempo e si assiste addirittura alla riduzione delle code

 

Chi si oppone alla città30 deve avere il coraggio di dire in pubblico: “A me non interessa poter salvare la vita di alcune persone e parecchie migliaia di feriti, se questo vuol dire abbassare i limiti di velocità. A me non interessa che ci siano esempi ovunque dell’efficacia della città30, me ne voglio stare coi miei preconcetti e poi piangere lacrime di coccodrillo quando sento di un bambino travolto sulle strisce pedonali.

La campagna Napoli30 è promossa da:
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